da Spilamberto “Aceto Balsamico Tradizionale di Modena”

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27 Feb da Spilamberto “Aceto Balsamico Tradizionale di Modena”

C’è ancora parecchia confusione, tra i consumatori, a proposito di “aceto balsamico “ sono ancora in molti a pensare che, queste due parole siano riferite al preziosissimo nettare del quale si favoleggia da secoli per arricchire e caratterizzare in modo sublime, con pochissime gocce, moltissime preparazioni, salate e dolci .

Ma non è proprio così; la denominazione corretta è Aceto Balsamico Tradizionale di Modena oppure di Reggio Emilia (entrambi la d.o.p – denominazione di origine protetta)

 CLUB 3 – FEBBRAIO 2007

A SPILAMBERTO, ALLA SCOPERTA DEL BALSAMICO TRADIZIONALE di Toni Sàrcina ( altopalato@altopalato.it)

C’è ancora parecchia confusione, tra i consumatori, a proposito di “aceto balsamico “ sono ancora in molti a pensare che, queste due parole siano riferite al preziosissimo nettare del quale si favoleggia da secoli per arricchire e caratterizzare in modo sublime, con pochissime gocce, moltissime preparazioni, salate e dolci .

Ma non è proprio così; la denominazione corretta è Aceto Balsamico Tradizionale di Modena oppure di Reggio Emilia ( entrambi la d.o.p – denominazione di origine protetta) prodotto formato dalla fermentazione naturale del mosto d’uva cotto, che subisce un lento processo di acetificazione e quindi una maturazione lunga e laboriosa che dura almeno 12 anni (ma può giungere anche a cento anni e più e, naturalmente, più è vecchio più è prezioso e costoso) durante i quali l’aceto viene versato in piccole botti di legni diversi e ogni anno viene travasato, nell’ordine, in botti solitamente di rovere, castagno, ciliegio, frassino e gelso.

In questo modo l’aceto assume via via anche parte dell’aroma dei vari legni; per questo motivo, gli aceti balsamici sono notevolmente diversi l’uno dall’altro a seconda della maturazione e del produttore. Ha colore scuro e aroma molto deciso.

La zona di produzione è Modena e dintorni, ma anche Reggio nell’Emilia, sia pure con qualche differenza nella preparazione.L’aceto balsamico prelevato dalle botti al termine del periodo di invecchiamento ha un aspetto ed un aroma intenso inconfondibile.

Il sapore non è necessariamente acido, ma può variare ed essere anche piuttosto dolce. Il colore è simile alla liquirizia e la consistenza è sciropposa.Viene in genere utilizzato quale eccezionale accompagnamento di piatti di carne pesce, naturalmente insalate e poi bolliti, formaggio Parmigiano-Reggiano e frutta, in particolare sulle fragole.

Perché a Spilamberto?

Ebbene , questa bella ed ospitale cittadina del modenese, ospita l’insigne “Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena” la quale, oltre a svolgere il ruolo di “controllore della corretta produzione”, promuove molte iniziative e corsi di degustazione per diffondere la corretta conoscenza e l’idoneo utilizzo del “Tradizionale” .

La sede è molto bella, nel centro storico, nella “Villa Fabriani”, possiede una propria affascinante “acetaia” e un locale- aula adibito espressamente alle degustazioni ed ai corsi.

Nella Consorteria è possibile acquistare Aceto Balsamico Tradizionale realizzato seguendo le regole secolari di produzione.E per sapere tutto, ma proprio tutto, del “Balsamico Tradizionale” vale la pena di prendere contatto con la “Consorteria” (via Roncati, 28 Telefono e fax: 059 785959) e fare un ‘esperienza indimenticabile per il palato.

Per raggiungere Spilamberto, si percorre l’Autostrada Del Sole e, all’uscita di Modena Sud, si trova subito l’indicazione per la città.

Ogni anno, nel periodo della fiera di San Giovanni (la settimana che comprende il 24 giugno, festa del patrono), la Consorteria organizza il “Palio dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena”, punto di incontro degli appassionati di questo prodotto.

Durante la domenica della fiera viene premiato il miglior aceto balsamico del territorio. Non mancano bancarelle, giostre, spettacoli per tutti i gusti, stand gastronomici, rassegne musicali.Tuttavia, Spilamberto , pur fagocitata dalla imponente presenza dell’Aceto Balsamico Tradizionale, vanta altre specialità degne di nota:·

Prima di tutto il liquore “Nocino” per il quale è stata addirittura fondata un’associazione, l'”Ordine del Nocino Modenese” che ha lo scopo di organizzare, promuovere e sostenere iniziative e manifestazioni atte a tutelare, valorizzare e diffondere l’antica tradizione del nocino. Tutti gli anni, nei mesi di gennaio e febbraio, l’Ordine organizza un Palio aperto a tutti coloro che producono per passione il nocino e che vede premiato il migliore dei concorrenti il giorno di S. Valentino (14 febbraio).·

Seguono gli eccellenti “Amaretti Di Spilamberto” conosciuti nella migliore tradizione gastronomica sin dal sec. XVII, questi amaretti sono dolci a lunga conservazione, morbidi, delicati e lievitati. La loro ricetta? Mandorle dolci e amare, miele o zucchero, albume montato a soffice neve.

I migliori sono certamente quelli preparati in famiglia dove la ricetta si tramanda da generazioni ; tuttavia le pasticcerie della città offrono prodotti di alta qualità.·

Altri prodotti tipici di alta qualità comprendono il Parmigiano-Reggiano, il Lambrusco, il Prosciutto di Modena e, naturalmente le susine e le celebri ciliegie di Vignola.

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Una nota per l’acquisto del “balsamico tradizionale”

Bisogna prima di tutto accertarsi che l’etichetta porti ben chiara la dicitura :
“Aceto Balsamico Tradizionale di Modena” ( con boccetta piuttosto panciuta )

Le confezioni si presentano con:

  • capsula avorio, con invecchiamento minimo di 12 anni
  • capsula oro, con invecchiamento minimo di 25 anni

oppure:
“Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia” ( con boccetta più slanciata) le confezioni si presentano con:

  • capsula aragosta, con invecchiamento minimo di 12 anni
  • capsula argento, con invecchiamento minimo di 18 anni
  •  capsula oro, con invecchiamento minimo di 25 anni

nell’acquisto bisogna fare attenzione ad altri prodotti che pur indicando in etichetta “aceto balsamico”, nulla hanno da spartire con il “tradizionale”.