Dalla Delegazione Sicilia – Luglio 2016

12 Gen Dalla Delegazione Sicilia – Luglio 2016

Dalla delegazione Sicilia ( luglio 2016)

 

Diario di viaggio “escursione a Salina”                             Pensieri  di Donatelli Peri

 

La conclusione del nostro anno sociale, a Salina, per conoscere Martina Caruso, new entry tra le stelle Michelin: questa l’idea ispiratrice della tre giorni all’hotel Signum nella più verde delle isole Eolie.

Una serie di telefonate con Luca Caruso, direttore e figlio della proprietaria dell’albergo, creano la giusta aspettativa. Capiamo che, anche questa volta, ci sono tutte le possibilità per creare la magia di un incontro che si preannuncia interessante ed emozionante. Luca ci parla di Salina, ci prospetta percorsi non solo gustativi, ci facciamo prendere,complici galeotti ricordi di gioventù,ci abbandoniamo e pensiamo che si può fare.

Con un piccolo gruppo di amici Commandeurs, arriviamo a Salina la mattina di Venerdì.

Vengono a prenderci al porto, sulla passeggiata dedicata a Massimo Troisi.

La luce è meravigliosa, non ci sembra vero: abbiamo lasciato l’Isola per arrivare ad un’isola, percorso spazi di mare che , per dei brevi giorni, ci allontaneranno da pensieri e preoccupazioni.

Saliamo per una strada di montagna, il verde attorno è inimmaginabile per chi non conosce Salina, ci circondano alberi e cespugli bassi tra cui riconosciamo i capperi fiorit ; oltre il verde , l’azzurro luccicante del mare si unisce a quello del cielo terso all’orizzonte.

Arriviamo all’hotel Signum, troviamo Luca ad attenderci, il suo benvenuto ci fa sentire subito a casa. Sotto il pergolato, ad un tavolo, gustiamo un caffè corroborante. Tutto intorno alberi di limoni, ibiscus e alloro. Notiamo che il giardino è a livelli diversi , collegati da scale e gradini che spiegano le acquisizioni successive di edifici e terreni attorno al nucleo iniziale , avvenuti negli ultimi vent’anni.

Oggi l’albergo conta trenta camere, quattro suites, piscina a sfioro e SPA, immaginati e realizzati principalmente per la determinazione della proprietaria Clara Caruso, madre di Luca e Martina. La “domina” che vive la gioiosa presenza dei figli nell’azienda di famiglia come un regalo del cielo.

Le camere sono arredate con mobili retrò, il letto, comodissimo, è stato rifatto con lenzuola di fresco lino, le tende sono realizzate in stile siciliano con la tecnica dell’intaglio. Sembra la camera da letto di mia nonna. Nel bagno, dello stesso stile della camera ,i saponi e i prodotti da toeletta hanno tutti la stessa fragranza di agrumi e olio di oliva, gli accappatoi , avvolgenti, sono in bella vista, la finestrella aperta  incornicia un albero di limoni….un sottile pensiero di felicità sta bussando al mio cuore. Mi affaccio dal balcone e vedo il mare, Panarea e Stromboli stagliate all’orizzonte: sono veramente felice!

Comincia così il nostro weekend. Dopo una puntata in piscina, ci sediamo per consumare qualcosa al ristorante.  Pranzo veloce, ma ricco di profumi e sapori: insalata eoliana (patate lessate a tocchetti, pomodorini, cipolla di Tropea, capperi, lattuga e un trancio di tonno) per le signore, spaghetti al pomodoro fresco arricchiti da abbondanti capperi per gli uomini. Stiamo così bene che decidiamo di prolungare il godimento ordinando un gelato allo zenzero veramente piacevole. Torniamo pigramente in piscina fino al tramonto, la vista è impareggiabile e rapisce il nostro sguardo, ma è ora di andare,ci prepariamo per la cena al Resort Capofaro.

Vengono a prenderci alle 20,30 e ci conducono in questo luogo magico. La strada per arrivare al dehors è costeggiata da ordinati vigneti. In lontananza, il piccolo faro. Il luogo è di proprietà della famiglia Tasca d’Almerita ,marchio famoso e pluripremiato nel mondo .Il ristorante è situato nello spazio circostante la piscina, pedane di legno a doghe delimitano gli spazi; il luogo è veramente bello: tanti tavoli occupati da bella gente ma, già dall’accoglienza, capiamo che non sarà una grande esperienza. Confusione tra gli addetti ai tavoli, cibo non all’altezza della location (ci avevano consigliato un menù degustazione che si rivela banale ,ma con pretese),..sarebbe potuto essere,ma non è stato! Solo il vino si rivela eccellente, anche ben servito, si chiama Tascante ed è un Nerello Mascalese di tutto rispetto.

Torniamo indietro per riprendere la macchina, il buio è quasi assoluto, solo pochi led incastonati tra le rocce a causa della ricerca del minore impatto ambientale, alziamo gli occhi al cielo e una miriade di stelle ci appare all’improvviso: costellazioni e pianeti, invisibili nelle nostre città illuminate artificialmente, ci appaiono lì all’improvviso, come sulle mappe celesti dei libri di astronomia che a scuola ci descrivevano l’emisfero boreale. Un vero incanto! Già solo questa visione vale la visita!

Torniamo in albergo e ci dilunghiamo a parlare tra le piante e i fiori, non abbiamo ancora voglia di separarci ma,  domani,  sarà una giornata impegnativa. Andiamo a dormire tra le nostre meravigliose lenzuola di lino.

Sabato mattina,dopo una ricca colazione,scendiamo al porticciolo per prendere una bella barca che ci porterà a fare il periplo dell’isola. Ci fermiamo al largo per il bagno, torniamo ragazzi tra scherzi e battute. L’acqua è splendida , la costa frastagliata si mostra nella sua complessità di falesie e resti di eruzioni lontanissime nel tempo. I ragazzi della barca conoscono benissimo l’habitat dell’isola e ci raccontano e ci mostrano i luoghi salienti: la casa del postino dove è stato girato il film di Troisi, l’arco dell’amore, le grotte, l’unica spiaggia, i luoghi dei gabbiani, i nidi dei volatili…

Ci fermiamo a Lingua, frazione dove si trova la cantina Hauner, siamo attesi per la visita.

La nostra guida è Andrea, il giovane nipote di Carlo Hauner il fondatore che, tra aneddoti e racconti, ci mostra macchinari, silos e botti. La visita è interessante e si conclude con un aperitivo. Si servono vini e stuzzichini. Stiamo molto bene sotto gli alberi di pino , seduti con un bicchiere a contemplare il mare.

Ci hanno detto che a Salina non si possono assolutamente perdere: il pane “cunzato “e la granita da Alfredo .Per il pane non c’è spazio, ma la granita la prendiamo volentieri quindi , di buona lena, ci avviciniamo al porto dove si trova il locale. La granita è veramente buona,abbiamo scelto otto gusti diversi e siamo rimasti tutti pienamente soddisfatti.

Siamo un po’ stanchi e consapevoli di ciò che ci attende per cena. Luca ci ha preannunciato la volontà di Martina di stupirci, quindi torniamo alla barca per rientrare al Signum.

Pomeriggio di quasi relax; qualcuno vuole provare la SPA dell’albergo e ha già prenotato i trattamenti,gli altri in piscina a crogiolarsi al sole.

Alle nove in punto inizia la cena gourmet di Martina.

Menù notevole, alcuni piatti ci stupiscono più degli altri, la seppia scottata con quenelle di carota e crema di zucchine, il cappelletto ripieno di maialino dei Nebrodi, spuma di ragusano, pomodoro confit e acqua al rosmarino, le cozze di Ganzirri lardellate e il gelato al cappero sono veramente notevoli, altre pietanze di meno. Ma la materia prima è veramente eccezionale. Si intuisce la giovane età della chef, un briciolo di esperienza in più le avrebbe consentito una scelta e una sequenza dei piatti diversa , ma le potenzialità ci sono tutte e l’entusiasmo e la grande generosità coprono il resto. La verticale di vini che ha accompagnato la degustazione è stata addirittura sontuosa: 11 vini di eccellenza di tutto il territorio italiano serviti da un perfetto sommelier. Andiamo a letto tardissimo, il maitre Sergio ,il sommelier Francesco e la chef Martina ci tengono compagnia con notizie interessanti sul cibo e il vino ed è molto piacevole soffermarsi a tavola.

Ci svegliamo la domenica mattina con la consapevolezza che è già finito, chiudiamo le valigie, un’ultima breve puntata in piscina e poi di nuovo a tavola .Ripetiamo il pranzo del venerdì:insalata eoliana e spaghetti al pomodoro, seguiti dall’ottimo gelato allo zenzero.

Ci salutano tutti come vecchi amici, li ringraziamo,ci ringraziano.

Amici per sempre.

Il miracolo che accompagna i nostri spostamenti da Commandeurs si è ripetuto anche questa volta!

È già nostalgia…