Incontro d’estate a Scurzolengo

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27 Feb Incontro d’estate a Scurzolengo

Elio Bocchio, responsabile del “Gruppo Giovani” ha condotto un nutrito numero di “aspiranti” in terra piemontese per una bella performance gastronomica, particolarmente rilevante per la notevole dimensione di “qualità-prezzo” ; ecco la sua descrizione dell’evento:

“Il secondo incontro dei Giovani Cordons Bleus ha avuto luogo nell’astigiano, più precisamente a Scurzolengo. Asti e le sue terre hanno da sempre significato molto per la produzione vinicola italiana e se questa fosse rappresentata con un grappolo d’uva allora i suoi paesi altri non potrebbero esser che i rispettivi acini. Da gustarseli tutti, uno dopo l’altro.

L’uva matura col sole e più raggi saranno a cadere su un acino più ne gioverà la sua squisitezza e colore. Scurzolengo ha dalla sua un raggio di sole non indifferente; il ristorante “La Raviola Galante”. Situato nella piazza principale del paese il locale si presenta in sintonia con le costruzioni adiacenti ed anche al suo interno ogni dettaglio renderà omaggio alla storia piemontese, fonte d’ispirazione illimitata per l’ambiente così come nella cucina. Il nome del ristorante appartiene di per se ad un’antica ricetta di ravioli in agrodolce e questo è solo uno dei tanti spunti col quale il formidabile Giulio ha la capacità di sorprendere durante i suoi pranzi.

Il pranzo è iniziato con un assaggio di salsiccia cruda ed è proseguito con un piatto composto da frittelle di fiori di zucca, salame cotto e fichi glassati. Frittura ottima, cibo a temperatura ambiente ed un primo invito a far danzare del buon barbera nel proprio palato. A questo punto una pietra miliare: la giardiniera. Antica ricetta consiste nel far cuocere più verdure (carote, cipolline, fagiolini, cavolfiori, peperoni, sedano) in una passata di pomodori per poi aggiungere aceto, zucchero (in molti casi è utilizzato per correggere l’acidità dei pomodori), capperi, olive, tonno e uova. Da un’insalata ad un’altra; si passa a quella di cipolle e fagioli. Oltre alla spiccata consistenza va detto che entrambe vengono servite tiepide o appena fredde. Infatti, fra i cibi contadini presenti in Italia, quello piemontese si presenta sicuramente come uno tra i più esaurienti per via dei numerosi componenti di una ricetta (vedi le insalate) e il loro proporsi degnamente da caldi quanto da freddi. L’uomo di campagna non poteva chiedere di meglio dopo una giornata di fatiche; un solo piatto che soddisfacesse la fame e potesse essere ben conservabile. Considerando il periodo estivo nel menù è stato inserito un piatto che di questi tempi si rivela fra i più appetibili, il carpione. In realtà quella proposta dal poliedrico Giulio (proprietario-cuoco-cameriere) è nota come carpionata multipla. Essa comprende zucchine, cotolette impanate e polpettine (quest’ultime aromatizzate con l’aggiunta di foglioline di menta) dapprima fatte friggere in padella con olio, e successivamente marinate col carpione (aceto, salvia, aglio e per alcuni con cipolla – varia molto a seconda di chi la fa). Si dice che la diversificazione sia un modello economico, a sentire molte ricette pare invece un concetto popolare. A chiudere gli antipasti è stata la tartrà. Per questa prelibatezza d’origine saracena vi è una visione discordante in base all’epoca; oggi giorno è considerata una vera e propria finezza culinaria tuttavia è stata consumata per molto tempo dagli stessi contadini. E’ una specie di budino salato che contiene più uova, ragion per cui poteva tranquillamente supplire all’assenza di carne. Prima di passare ai primi potrete soffermarvi sull’argomento quanto vorrete, c’è chi vi ascolterà.

Il piatto culto arriva con i primi, in fattispecie con gli agnolotti. Il ristorante tiene molto ad un’ampia offerta di questi poiché il tipico agnolotto al ‘plin’ (pizzicato in dialetto piemontese) è sinonimo di una lavorazione a mano che richiede molta dedizione. Quelli assaggiati da noi sono stati di due tipi; con stufato d’asino uno e con porri (quelli rinomati di Cervere), robiola (quella celebre di Roccaverano) e cannella l’altro. Sarà con questi che il vino troverà la più larga intesa di piacere. Ci sarà un motivo se molti piemontesi li mangiavano in contemporanea in un unico piatto.

Si è poi giunti al termine con la classica degustazione di formaggi (tutti eccellenti, dal più fresco al più stagionato) da accompagnare con la marmellata di pomodori verdi e mostarda di barbera. Quest’ultime, come le conserve, rigorosamente prodotte dal ristorante. Anche nei dolci nulla è lasciato al caso; il bônet, budino puramente astigiano composto essenzialmente da amaretti e cacao, è stato eseguito con degli amaretti tra i migliori prodotti in provincia, ossia di Mombaruzzo. Per finire un sorbetto di pesche fatto in casa, altri aggettivi non servono.

Essendo stato questo il secondo incontro conviviale dei Giovani Cordons Bleus vi sono state numerose occasioni per affinare le mie doti di ‘guida culinaria’ e per poterci deliziare, al di là con possibili visite o gite, nel modo più diretto, ossia offrendo spunti di riflessione (il senso di alcune parole -vedi convivialismo-, leggendo poesie in dialetto piemontese e reperibili nel ristorante stesso) e valutare la nascita di un’amicizia sotto il nobile simbolo di origine cavalleresca qual’è il Cordons Bleus. Ci sono cavalieri che non hanno mai combattuto ma solo celebrato, noi Giovani Cordons Bleus vogliamo farlo attraverso quel tipo di ristorante che nel quotidiano ha da sempre l’umile ed importantissimo compito di tramandare il patrimonio culinario italiano; le trattorie e le osterie.

Pur avendo l’appellativo di ‘ristorante’ “La Raviola Galante” si presenta col servizio e spirito di queste. I complimenti non si sprecherebbero mai ma nel concreto c’è da dire che da parte di questa bella famiglia di ristoratori l’impegno e la ricerca di qualità (molti ortaggi provengono da agricoltura biologica alessandrina e gli alimenti hanno l’approvazione dell’associazione italiana celiachia), storia e poesia degli alimenti risulta essere davvero insaziabile. Speriamo lo sia sempre, per noi e per i sapori piemontesi. I sapori hanno licenza poetica se sostenuti da chi, dei suoi piatti, pretende conoscerne ogni più intimo segreto e senza alcuna gelosia renderli noti attraverso la propria passione”.

Riassunto del menù (variabile secondo stagione):

Piatti d’apertura – Salsiccia cruda, frittelle di fiori di zucca con salame cotto e fichi glassati, giardinieria, insalata di cipolle e fagioli, carpionata multipla, tartrà

  •  Primi – Agnolotti con stufato d’asino, agnolotti con porri, robiola e cannella
  •  Secondi – Degustazione formaggi con marmellata di pomodori verdi e mostarda di barbera
  •  Dolci – Bônet, sorbetto di pesche
  •  Vino – Barbera della casa

Prezzo – 25 euro vino e caffè inclusi.

Informazioni – “La Raviola Galante” Via Maiocco 4 Tel. 3477909458 Scurzolengo (AT)

www.laraviolagalante.it – info@laraviolagalante.it

Orario di apertura: Venerdì e Sabato ore 20,30 – 24,00

Domenica pranzo e cena, su prenotazione.